In queste poche righe cerchiamo di spiegare cos’è e da quali voci è composta una parcella notarile. Spesso infatti accade che i clienti degli studi notarili pensino che quanto “versato” al notaio costituisca il guadagno del notaio per l’attività di Pubblico Ufficiale che lo stesso svolge a favore dei propri clienti.

Prendiamo come esempio un atto di compravendita tra privati, cioè un atto dove un privato vende ad altro soggetto privato la proprietà di un immobile. La parcella sarà il risultato della somma delle seguenti voci:

1) imposta di registro, 2) imposta ipotecaria, 3) imposta catastale, 4) tassa ipotecaria, 5) imposta di bollo; 6) spese di visura; 7) spese generali studio; 8) tassa d’archivio; 9) onorario del notaio; 10) IVA.

Le voci indicate dal punto 1) al punto 5) sono le così dette imposte che il cliente versa al notaio e il notaio versa direttamente all’ufficio delle entrate per la registrazione dell’atto che, nella maggior parte dei casi, viene effettutata entro un termine molto breve di tre/quattro giorni dalla firma dell’atto. Come potete quindi immaginare se tali “imposte” non vengono versate subito al Notaio, per poter registrare l’atto in tempi brevi (e quindi garantire maggiormente il cliente) il notaio “deve” anticipare tali somme.

La voce indicata al punto 6) indica le spese necessarie al fine di verificare che l’oggetto della vendita non sia vincolato da pignoramenti, ipoteche e che effettivamente il venditore abbia giusti e legittimi titoli per effettuare la vendita. I costi di visura possono essere anche elevati a seconda della difficoltà delle ricerche. Anche in questo caso molto spesso capita che il Notaio anticipi tali spese al cliente.

La voce indicata al punto 7) è il così detto “costo dello studio” o “costo dell’atto” ossia il costo che deve essere imputato al singolo atto ricevuto dal notaio in base al costo complessivo delle spese di gestione studio diviso per il numero “ipotetico” di atti che riceve il notaio. Per “costo dell’atto” intendiamo quanto costa al notaio ricevere quell’atto. Giusto per fa un esempio: se il notaio per lo studio (personale, affitti, luce, acqua, telefono, computer, assicurazioni etc) spende all’anno 1000 e stipula 100 atti significa che per ogni atto deve chiedere al cliente 10 di spese generali e quindi il costo dell’atto è appunto 10.

La voce 8) indica un’altra tassa che il notaio versa per il “mantenimento” degli archivi notarili (organi di controllo dell’attività notarile) depositari anche degli atti dei notai cessati.

Arriviamo finalmente alla voce numero 9) che identifica il guadagno lordo del notaio per l’atto che riceve. Vogliamo sottolineare che il guadagno è lordo nel senso che su tale importo devono essere corrisposte le imposte sul reddito che possono variare da un minio del 23% (raramente) dell’importo al 42% (spesso).

Infine abbiamo l’IVA (21%) da calcolarsi sulla somma delle voci 6), 7) e 9).

L’IVA è una ulteriore imposta che, una volta ricevuto l’atto, il notaio deve versare allo Stato entro il giorno 16 del mese successivo in cui ha ricevuto l’atto.

A questo punto, a puro titolo informativo, possiamo fare un esempio dei possibili importi delle suddette voci. Ipotizziamo una vendita prima casa per euro 100.000,00 dove la rendita catastale dell’immobile è 400 euro. La parcella notarile in questa ipotesi è di circa 3.600,00 euro. La somma delle voci 1), 2), 3), 4) e 5) e 8) “le imposte” ammontano a circa 2.100,00 euro.

La voce spese generali studi incide per circa 820 euro (calcolo effettuato sulla media dei costi di esercizio). L’IVA ammonta a circa a 280 euro. Nell’ipotesi in oggetto non abbiamo considerato le spese di visura. Il guadagno “lordo” del notaio è di circa 400 euro. Consideriamo una tassazione media del 39%.

Il notaio per quell’atto si “mette in tasca” circa 250,00 euro. Alcuni potrebbero dire “solo”… altri potrebbero dire “così tanto?”…. noi diciamo che la tutela della fede pubblica, la garanzia di qualità del servizio, un’attenta valutazione dei rischi e delle conseguenze, una presenza costante nel territorio, una disponibilità nel trovare soluzione ai problemi quotidiani ha un costo.

 

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